Ultimamente sto riscoprendo un certo affetto, un certo orgoglio speciale per ciò che faccio, i luoghi che frequento, le persone che incontro; ma, sopratutto, per quello che sono e per quello in cui credo, come uomo. O, almeno, mi sforzo di farlo, perché in fondo è tutto quello che ho e quello che conta davvero, nella vita.
Qualche giorno fa, dopo le dichiarazioni di Alfano contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ho inziato a leggere qua e là su giornali, blog, e siti web, l'ennesima barbosa campagna imbastita alla bell'e meglio contro il fantomatico mondo cattolico, reo di ostacolare ed arrestare l'avanzata dei diritti civili in questo paese.
Ora, io, da fedele cattolico quale sono, mi sento preso in causa a sproposito. E non ci sto, assolutamente. E ve lo dico apertamente, liberamente, sinceramente: non ho nulla in contrario all'estensione del matrimonio civile anche per gay, lesbiche, e per qualsiasi altra categoria umana. E (sorpresa!) direi che non sono l'unico eretico a pensarla così, qui dentro. Vorrei dunque rassicurare voi, voi del mondo esterno (quello che da un po' è di moda definire laico), che è pieno così - là fuori - di cattolici devoti, sposati, impegnatissimi, pronti a riconoscere la non sottile differenza tra vita civile e vita sacramentale. E che queste non si possono sempre sovrapporre: non per forza e non per tutti. E che gli occhi di Dio non sono quelli di un sindaco, né ha la stessa valenza ciò che viene legato innanzi ad essi.
E sì, anche se può sembrare incredibile ed indecente, il papa ci dice spesso delle cose (e le dice proprio a noi, wow!), cose di cui a noi tocca rispettare l'autorità nel giudizio. Poi, però, abbiamo anche quella che lo stesso concilio vaticano secondo ha ritenuto sacra e inviolabile: la coscienza personale; ecco, quella ci è rimasta, e state sicuri che nessun vescovo, cardinale, o monsignore, potrà mai portarcela via.
Conosciamo bene, a differenza vostra, la differenza tra Stato e Chiesa, non siamo soldatini del Vaticano schierati qui, in terra straniera. Siamo uomini, cittadini italiani anche noi, porcalamiseria! E vogliamo essere considerati alla stregua di tutti gli altri, conservando ognuno la propria libertà e la propria unicità di pensiero e giudizio. Non siamo una categoria, un blocco unico, un monolite che parla con una voce sola. Siamo una somma di tanti elementi, variegati, mescolati, del nord come del sud, operai come imprenditori, politici come giornalisti, biondi come castani, uomini come donne, di destra come di sinistra. Siamo ovunque, nei posti più impensabili e in quelli più banali. Siamo trasversali e spesso litighiamo tra di noi perché su tante cose non andiamo d'accordo.
Poi, però, almeno una volta alla settimana, sapete dove potete trovarci. Siamo tutti nello stesso posto e tutti per lo stesso motivo. Ci scaldiamo molto per questo mondo laico, ci teniamo probabilmente tanto quanto ci tenete voi. Ma in realtà pensiamo già a come andare di là senza farci troppo del male. E, che lo vogliate o no, vogliamo portare con noi anche voi.
Tra (parentesi)
2 ore fa





