S’io credesse che mia risposta fosse
a persona che mai tornasse al mondo,
questa fiamma staria senza piu scosse.
Ma perciocche giammai di questo fondo
non tornò vivo alcun, s’i’odo il vero,
senza tema d’infamia ti rispondo


Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII, vv. 61-66


La pezza peggio del buco

giovedì 26 gennaio 2012

Il più prestigioso dei quotidiani di questo paese - il Corriere della Sera - dal primo agosto del 2011 riceve e pubblica le previsioni del tempo di un noto portale che si occupa di meteorologia. Il sito è gestito da un noto meteoman il cui curriculum (una volta che avete capito di chi si parla) è facilmente reperibile on line. Scorrendolo vi accorgerete di come, al di là dell'approfondimento personale (che io chiamo hobby, di solito), non c'è nulla (o quasi) nella carriera di quest'uomo che abbia a che fare con quella bella e nobile scienza che è la meteorologia. E, nonostante tutto, il suo portale è seguito in lungo e in largo in questo paese e - a giudicare dai numerosi sponsor, tra cui il Corsera, che però è solo un esempio - si può presumere fatturi molte migliaia di euro l'anno.
Nessuna invidia, per carità. Anche perché tutto ciò che fa utili è benvenuto, in questo momento difficile. Tuttavia, è curioso notare come proprio il mercato di cui si parla tanto nelle ultime settimane - quello, per capirci, che dovrebbe stimolare la competizione e premiare i meritevoli - in un settore dove vige totale anarchia (non esiste un albo dei meteorologi, in questo paese), abbia portato una tale stortura del rapporto tra profitto e competenza. Un signor quasi nessuno è diventato un vero e proprio imprenditore del settore, senza una laurea o diploma specifici. E viene sovente apostrofato e rivestito del termine "meteorologo" al pari di chi ha investito (o sta investendo) la propria preparazione a livello accademico, e non sulle riviste in abbonamento.
Oggi ho avuto (personalmente) la conferma che non solo il loro successo non è frutto di merito, ma anche (e soprattutto) che è immeritato, in quanto scadente. Questo è quello che hanno scritto oggi in homepage:
"Ci scusiamo con i nostri lettori per le difficoltà di previsione degli ultimi giorni. Come è noto, oggi le previsioni non le fa il singolo meteorologo, ma vengono elaborate da supercalcolatori. [...]"
Con una faccia tosta che ha dell'incredibile, si scusano per una cosa che probabilmente non hanno mai saputo cosa fosse: elaborare una previsione. Perché non è vero che oggi fanno tutto i supercalcolatori. Quelli di certo aiutano, offrono quintali di dati, offrono un sacco di spunti. Ma poi c'è il lavoro vero del meteorologo: quello di mettere insieme le trame, ricomporle, riordinarle. Non semplicemente trasformare numeri in cartine colorate con scritte del calibro di "NEVE FURIOSA".
Questo non lo sanno, ma si spera sempre che prima o poi glielo dica Della Loggia (o Ostellino, o chi per loro) con un bell'editoriale di apertura, di quelli indignati, di quelli belli.

3 commenti:

la Volpe ha detto...

E per fortuna che non esiste un albo dei meteorologi... Ci manca solo quello ^^

Comunque non ho idea di chi o cosa parli :p

Luca ha detto...

Io invece non sarei così contrario. Un po' di ordine nel settore ci vuole. Però fa specie che lo dica uno che è dentro ^^

la Volpe ha detto...

Gli albi sono di solito solo due cose: un modo per spillare soldi per poi fare entrare chiunque paghi, oppure un modo per creare una casta. Per gestori di siti che non hanno esperienza, basterebbe poi trovare un meteorologo affiliato all'albo connivente, che firmi a gratis le pratiche, come già fanno ingegneri o architetti per progetti scritti da periti e geometri. Non credo proprio che un albo sia una soluzione, purtroppo. :)

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