Una corsa contro il tempo (in senso didattico), più che un corso intensivo. 48 ore per rifare tutto quello che si è visto in quarta superiore, più gli interessi. Mendelev, calcolatrice, proporzioni sono (quasi) sufficienti per passare l'esame. Una corsa contro il tempo anche in senso letterale, poiché costringe a spostarsi da via Irnerio a via Selmi da un momento all'altro della giornata. Le lezioni sono più noiose che vivaci (e - guarda caso - due di quattro ore erano le ultime due del martedì, il superday del 9-18 filato), ma diventano improvvisamente divertenti, a sprazzi, quando al prof riesce la battuta o l'allarme anti-incendio sfratta tutti dall'aula magna facendo perdere il (già poco) tempo a disposizione.
È tendenzialmente solo scritto, perché l'orale c'è (forse) per chi prende meno di 25.
Non pensarci più già al primo appello è un sollievo, soprattutto se algebra è già uscita di scena e soprattutto perché fisica generale e analisi si fa fatica a portarle in pari durante il primo semestre, e ci vuole un po' di tempo (febbraio) per riprenderle in mano. E poi bisogna far riposare corpo e mente prima di buttarsi a capofitto con il secondo semestre, che comincia il 27 febbraio.
Ai prossimi esami, si soffre il caldo.
Restiamo umani
4 ore fa



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