S’io credesse che mia risposta fosse
a persona che mai tornasse al mondo,
questa fiamma staria senza piu scosse.
Ma perciocche giammai di questo fondo
non tornò vivo alcun, s’i’odo il vero,
senza tema d’infamia ti rispondo


Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII, vv. 61-66


Quando l'odio uccide

domenica 24 luglio 2011

In molti sostengono (anche all'interno delle forze dell'ordine) che il 32enne norvegese che ha compiuto la terribile strage di venerdì non possa realisticamente aver agito da solo. E infatti, al di là di eventuali complici, ci sono molte persone alle sue spalle. Sono le ombre di tutti quelli che nell'ultima decina o quindicina d'anni hanno contribuito (in Italia e in Europa) a fomentare un sempre più insopportabile odio etnico e religioso, urlando la loro intolleranza al mondo intero sottoforma di slogan razzisti, xenofobi, ricolmi di risentimento e di paura.
La follia esecutrice del signor Breivik è solo la punta dell'iceberg, l'atto finale, il punto d'arrivo di un ben più ampio sommovimento delle coscienze, che va dal FPO austriaco al VVF olandese, passando per la Lega italiana e l'FN francese.
Hanno per anni imprecato contro arabi e musulmani, rivendicando la purezza dei propri popoli invasi da pericolosi migranti. Si sono scagliati contro l'immigrazione, il terrorismo arabo-integralista, le minacce della guerra santa.
Poi in un giorno di luglio un pazzo si è svegliato e ha deciso - in nome di quegli stessi slogan e idee - di massacrare oltre novanta persone. E non se l'è presa con arabi o musulmani. Bensì con giovani - o giovanissimi - norvegesi. Di razza caucasica, di carnagione bianca, magari con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Non musulmani, ma cristiani protestanti.

A quei ragazzi di Utoya - la cui breve vita è stata troncata dalla follia omicida di un loro connazionale - mi lega l'età e, presumibilmente, le idee politiche.
Vorrei che gli esponenti delle formazioni prima citate (VVF, FPO, FN, Lega, più le altre) avessero per tutta la vita - negli occhi - i corpi straziati delle vittime di quest'ultima follia. E che piangessero - anche solo per un momento - qualche lacrima amara.
Quello che hanno combinato è più grande di loro, e probabilmente non se ne rendono conto.

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