In molti sostengono (anche all'interno delle forze dell'ordine) che il 32enne norvegese che ha compiuto la terribile strage di venerdì non possa realisticamente aver agito da solo. E infatti, al di là di eventuali complici, ci sono molte persone alle sue spalle. Sono le ombre di tutti quelli che nell'ultima decina o quindicina d'anni hanno contribuito (in Italia e in Europa) a fomentare un sempre più insopportabile odio etnico e religioso, urlando la loro intolleranza al mondo intero sottoforma di slogan razzisti, xenofobi, ricolmi di risentimento e di paura.
La follia esecutrice del signor Breivik è solo la punta dell'iceberg, l'atto finale, il punto d'arrivo di un ben più ampio sommovimento delle coscienze, che va dal FPO austriaco al VVF olandese, passando per la Lega italiana e l'FN francese.
Hanno per anni imprecato contro arabi e musulmani, rivendicando la purezza dei propri popoli invasi da pericolosi migranti. Si sono scagliati contro l'immigrazione, il terrorismo arabo-integralista, le minacce della guerra santa.
Poi in un giorno di luglio un pazzo si è svegliato e ha deciso - in nome di quegli stessi slogan e idee - di massacrare oltre novanta persone. E non se l'è presa con arabi o musulmani. Bensì con giovani - o giovanissimi - norvegesi. Di razza caucasica, di carnagione bianca, magari con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Non musulmani, ma cristiani protestanti.
A quei ragazzi di Utoya - la cui breve vita è stata troncata dalla follia omicida di un loro connazionale - mi lega l'età e, presumibilmente, le idee politiche.
Vorrei che gli esponenti delle formazioni prima citate (VVF, FPO, FN, Lega, più le altre) avessero per tutta la vita - negli occhi - i corpi straziati delle vittime di quest'ultima follia. E che piangessero - anche solo per un momento - qualche lacrima amara.
Quello che hanno combinato è più grande di loro, e probabilmente non se ne rendono conto.
Non so voi, ma io aderisco
5 ore fa



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