S’io credesse che mia risposta fosse
a persona che mai tornasse al mondo,
questa fiamma staria senza piu scosse.
Ma perciocche giammai di questo fondo
non tornò vivo alcun, s’i’odo il vero,
senza tema d’infamia ti rispondo


Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII, vv. 61-66


La (ri)vincita di un introverso

giovedì 9 giugno 2011

I suoi compagni - scandendo il nome - lo incitano a muoversi verso il centro della palestra. Dapprima vincono la timidezza, la riservatezza, la schivezza di sempre, e rimane incerto, guardandosi attorno. Poi azzarda un passo, un altro, e inizia a camminare fin verso il centro del parquet.
A questo punto gli passano la chitarra. Lui la imbraga lentamente, senza dire una parola. Non ha parlato, fino a questo momento, e continuerà a non pronunciare verbo. Accarezza lo strumento, lo scruta attentamente, passa le dita fra le corde, ne ascolta attento il suono prodotto.
Poi, ecco, un accordo. E un altro. Un altro e un altro ancora.
Parte un assolo, o quel che è. C'è un breve - brevissimo - momento di silenzio sulle tribune. Adesso tutti lo fissano, a metà tra l'ammirazione e lo stupore.
E lui, di tutta risposta, rincara la dose. Troppo facile ora, tutti hanno capito: suona e lo fa bene, è bravo!
Il silenzio è sostiuito quasi subito da brusii di consenso, sorrisi o risate di clamore. Il ritmo sale, gli accordi si sovrappongono. Il ragazzo che stava alla batteria decide che è il momento di intervenire e improvvisa un accompagnamento.
Alcuni si alzano in piedi, in molti ridono. Ma non ridono di scherno come è facile pensare che potessero fare di solito. Sono risate empatiche, di assenso, di spontanea simpatia e solidarietà.
Nel momento in cui tutto raggiunge il suo culmine, finisce. Gli applausi, scroscianti, riempiono la sala.
Senza pensare di scomporsi nemmeno per un momento, il ragazzo schivo e timido si leva la chitarra e la ripone nella custodia. È lo stesso che vedevo tutti i giorni rincorrere i suoi compagni di classe in via Marsala, lasciato sempre un po' indietro, ignorato, salutato con freddezza.
Non ha ancora detto una parola. Non la dice nemmeno quando gli passo accanto alla fine e gli sussurro un "complimenti!" battendogli la mano sulla spalla.
Lui sorride e basta.
Lui suona e basta.

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