Il passaggio del prossimo mese (ah, manca solo un mese?!), impone delle scadenze e delle formalità da adempire prima che sia tutto finito.
Tre priorità su tutte: c'è da finire la tesina, ripassare il programma, e riposare (questo improbabile prima di giugno). Ma poi - soprattutto - c'è da ringraziare gli amici che mi hanno accompagnato in questi cinque lunghi anni: i compagni di classe, di mezzi pubblici, della redazione del giornalino, e di scuola più in generale.
Sono tanti e sarà difficile farlo con tutti. Sicuramente, ci proverò con alcuni, magari i più stretti, i più vicini, di persona. Lo voglio fare perché so che li porterò via con me per sempre, in futuro, anche in modo non consapevole. Quello che mi hanno detto e che hanno fatto per me, tutti gli insulti che mi hanno rivolto, tutti i favori, i piaceri e i dispiaceri che mi hanno causato, le risate e le sfuriate in loro compagnia, quello che di me hanno sopportato e io di loro (ad esempio, alcune di queste), sono il loro indelebile marchio sulla mia vita. E rimarranno lì, dove si fa posto per i ricordi a lungo termine, e dove si va a ripescare con nostalgia quando gli altri mondi, quelli successivi alla scuola dell'obbligo, ci opprimono e ci fanno rimpiangere quello che non c'è più.
Di alcuni, oltre a conservarne il ricordo, aspiro anche a mantenerne saldi i rapporti, perché dove c'è concordia e amicizia non si butta via niente, in questa vita.
E poi, a dir la verità, ci sarebbero pure un marasma di altre persone che sono state importanti in questi cinque anni e che con la scuola c'entrano relativamente poco (ma con la mia maturazione e la mia crescita inestimabilmente tanto). Di loro diremo altrove o non diremo.
Per il resto, lo scrivo ancora, Dio vi benedica.
Restiamo umani
4 ore fa



1 commenti:
Dio benedica te, ragazzo, ammesso che ci sia :p
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