S’io credesse che mia risposta fosse
a persona che mai tornasse al mondo,
questa fiamma staria senza piu scosse.
Ma perciocche giammai di questo fondo
non tornò vivo alcun, s’i’odo il vero,
senza tema d’infamia ti rispondo


Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII, vv. 61-66


Skins 5

martedì 15 marzo 2011

[In questo post sentirete parlare di "generazioni". La risposta è: NO, non sono riferimenti subliminari alla diatriba sul nucleare.]

Sicuramente una boccata d'aria fresca.
Dopo le due precedenti serie che (escluse le prime due puntate della terza valse per tutte le altre) mi sono rifiutato di seguire, direi che gli autori si sono dati - deo gratia - una sonora svegliata.
E infatti la quinta stagione pullula di aspetti positivi: meno droga, meno oscene volgarità (le parolacce, vabbé, quelle sono rimaste), e soprattutto dei personaggi decenti (dove per decenti si intende soprattutto originali, e non, come nel caso delle serie terza e quarta, copie mal riuscite della prima generazione). Spiccano in particolare (nella terza generazione) le figure - inedite - del metallaro (Rich), e del giovane di estrazione contadina (Alo). Di contorno, bisogna dirlo, rimane un po' di vecchiume vecchio stile: ne sono esempi lampanti la solita meretrice di turno (Mini) a cui si associa il muscoloso sportivo (in questo caso un rugbista, Nick). In compenso, quasi sparita la vita scolastica, e vero e proprio abuso di colonne sonore, con un minimo di sette o otto pezzi ad episodio.
Sulla trama per ora non mi pronuncio. Mi manca infatti un episodio (l'ottavo, nonché l'ultimo), visto che ancora non è stato caricato sul tubo con i sottotitoli in italiano (sempre il Creatore li abbia in grazia!).
Ancora irrisolta - invece - la solita fondamentale questione: di come io possa appassionarmi a certe puttanate.
Debolezze d'umana condizione.

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