«[...] fede è sustanza di cose sperate
e argomento de le non parventi;
e questa pare a me sua quiditate»
e argomento de le non parventi;
e questa pare a me sua quiditate»
Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXIV, v. 64-66
Riassumo.
Si può credere in molte cose e avere poche certezze.
Oppure si può credere in una "cosa" sola, ma quell'Una è così unica e inarrivabile che basta a tutte le altre, le sovrasta, le adombra, le annebbia (ma non le cancella). Questa cosa "non si vede", se non nelle opere di un uomo (l'unico) vissuto una ventina di secoli fa. A volte ti pare di avercela attorno. Altre volte rimane al di là del comprensibile.
La scommessa (per dirla con Pascal) è crederci nonostante ci credano solo in pochi, e male. Nonostante esistano miliardi di altri motivi per non crederci o per credere a qualcosa di diverso. E nonostante "credere" voglia dire tante cose tutte diverse.
Mentre discutevamo di questi argomenti tra noi tavernicoli, domenica sera, mi veniva in mente un'espressione bellissima e al contempo banalissima, che ricorre in un posto davvero impensabile.
In God we trust, hanno scritto in America sui dollari.
Esatto: in Dio confidiamo.



2 commenti:
Mi incuriosisci molto, quando parli di religione. Forse perchè è una delle poche cose su cui siamo totalmente in disaccordo.
Continuerai a incuriosirmi ancora a lungo, spero. In un certo modo è un arricchimento :)
Concordo con Marco... :)
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